R.1. Servizi pubblici di qualità – qualità della vita

Congresso della FSESP 2009

{{A. I sindacati affiliati alla FSESP, riuniti nel loro 8° Congresso a Bruxelles dall’ 8 all’ 11 giugno
2009, affermano che:}}

1. Il settore pubblico è un elemento attivo ed essenziale del modello sociale europeo dal momento
che contribuisce alla coesione sociale e al rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini europei. I
motivi sono vari:
-* I servizi pubblici di qualità sono fondamentali per tutti i componenti della società: i cittadini, le
lavoratrici e i lavoratori e le imprese, così come i gruppi vulnerabili quali i migranti e i poveri;
-* I servizi pubblici contribuiscono ai valori comuni di solidarietà, parità di genere e non
discriminazione, nonché alla competitività, allo sviluppo economico sostenibile e alla
coesione sociale e territoriale;
-* I servizi pubblici, ed un settore pubblico con capacità di risposta, sono fondamentali per
affrontare le grandi sfide poste dal cambiamento demografico e dal cambiamento climatico.

2. Lo sviluppo di servizi pubblici di qualità è essenziale nell’area della FSESP. Le autorità pubbliche a
tutti i livelli devono assumersi la responsabilità del finanziamento, dell’organizzazione e della
fornitura di servizi pubblici fondati sulla solidarietà, nel rispetto dei principi e dei valori condivisi,
quali la solidarietà, la parità di accesso, l’universalità, la continuità, l’adattabilità, l’accessibilità, la
prossimità, il partenariato sociale e il controllo democratico.

3. Un’agenda europea positiva deve contrastare la commercializzazione dei servizi pubblici, sia
all'interno che all'esterno dell'Unione Europea. La FSESP continuerà ad opporsi alla privatizzazione,
all'esternalizzazione, e alle varie forme di commercializzazione del settore pubblico, compresi i
partenariati pubblico-privato (PPP) che incidono negativamente sulla qualità dei servizi per i cittadini
e i lavoratori. Non possiamo accettare cambiamenti nel modo in cui sono forniti i servizi pubblici, che
indeboliscano la solidarietà nella società e l’accesso universale a questi servizi. Un’agenda europea
positiva deve anche evitare ulteriori liberalizzazioni settoriali nell’Unione Europea, in particolare
quelle dei servizi sanitari e sociali, e dell’ acqua.

4. Il settore pubblico ha bisogno di personale ben formato, motivato, ben retribuito ed in numero
sufficiente. Questo esige una gestione efficiente e trasparente e il rispetto dei diritti sindacali di
informazione, consultazione e di contrattazione. Richiede inoltre misure di sostegno alla
riconciliazione della vita professionale e familiare, nonché l’eliminazione di tutte le forme di
occupazione instabile e precaria in sia nel settore pubblico che in quello privato.

{{B. L’ 8° Congresso invita la FSESP e le sue affiliate a:}}

5. Continuare a richiedere un quadro legale orizzontale a livello europeo per i servizi pubblici, e ad
esigere un Programma d'azione dell’Unione Europea sui “servizi pubblici di qualità”, basato sul
Protocollo sui servizi pubblici, allegato al Trattato di Lisbona, sottoscritto dai 27 governi degli Stati
membri nel 2008. Il Programma dovrebbe definire obiettivi concreti per migliorare i servizi pubblici
ai diversi livelli, ispirati dai valori e dai principi di un finanziamento solidale, di standard e criteri di
qualità, di partecipazione delle lavoratrici, dei lavoratori e dei cittadini, e di valutazione. Il
Programma si dovrebbe estendere anche ai paesi della Politica europea di vicinato (PEV) e se ne
dovrebbe tenere conto anche negli 'Accordi di partenariato economico (APE). Esso dovrebbe essere
accompagnato da strumenti di verifica e di sostegno che incoraggino le autorità pubbliche a
sviluppare servizi pubblici basati sulla solidarietà.

6. Reclama una regolamentazione e/o accordi su materie specifiche, ad esempio, per:
-* Ampliare la definizione di quel che la giurisprudenza intende per prestazione di servizio
pubblico “in house”;
-* Incoraggiare la cooperazione pubblico-pubblico, così come la cooperazione inter-comunale;
-* Dare più spazio all'inclusione dei criteri sociali – compresi i contratti collettivi - e ambientali
negli appalti pubblici;
-* Combattere la corruzione e sostenere la buona amministrazione, la trasparenza, il controllo
democratico, e la partecipazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti e degli utenti nella
organizzazione, prestazione, e valutazione di servizi pubblici di qualità;
-* Garantire che i criteri di interesse generale si applichino anche alla Amministrazione
elettronica;
-* Sostenere la responsabilità dei governi nel difendere i diritti universali e fondamentali, come
per esempio il diritto di ogni bambino ad avere accesso a dei servizi universali di assistenza
all’infanzia di qualità;
-* Migliorare la qualità del lavoro, per esempio attraverso la formazione permanente e lo
sviluppo delle competenze, e le misure volte a sostenere la parità di genere e la parità di
opportunità per tutti;
-* Sviluppare indicatori di produttività che tengano conto della qualità e non solo dei risultati
economici.

7. E’ necessario integrare i principi e i valori dei servizi pubblici in tutte le politiche e le attività
dell’Unione Europea. Tutte le politiche dovrebbero essere valutate in funzione del loro contributo
allo sviluppo dei servizi pubblici di qualità, comprese le politiche macro-economiche, i Fondi
strutturali europei (FSE), e la politica estera (per esempio, per quanto riguarda la Politica europea di
vicinato, il dialogo UE-Russia, il Patto di stabilità dei Balcani, gli APE (EPA), o l'Accordo generale sugli
scambi e altri servizi (AGCS-GATS).

8. Reclamare un finanziamento pubblico sufficiente per i servizi pubblici e per il settore pubblico –
visti come un investimento e non come un costo - attraverso il mantenimento e lo sviluppo dei
sistemi di finanziamento basati sulla solidarietà. La FSESP dovrebbe lavorare su diversi aspetti
concernenti il finanziamento dei servizi pubblici, quali la fiscalità, la trasparenza e l’ equa
distribuzione della ricchezza.

9. Fare tutto il possibile perché i migranti, compresi i clandestini, siano protetti contro lo
sfruttamento e abbiano accesso ai servizi di cui hanno bisogno.

10. Continuare a fornire risorse per la ricerca, la formazione, lo scambio di informazioni, le azioni di
sensibilizzazione, la costruzione di alleanze con le organizzazioni della società civile e le attività di
campagna per reclamare maggiori investimenti nei servizi pubblici di qualità e contro le varie forme
di commercializzazione, compresi i PPP.

11. Elaborare una strategia coordinata volta a garantire che il settore non profit (organizzazioni
benefiche, cooperative, imprese sociali) abbia un ruolo complementare, e non sostituisca il settore
pubblico; e per migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori delle imprese private che forniscono
servizi pubblici.

12. Integrare la dimensione del servizio pubblico di qualità nel lavoro settoriale della FSESP e il
dialogo sociale. La FSESP ricercherà una cooperazione più strutturata sulle questioni del servizio
pubblico con le Federazioni sindacali europee pertinenti, ad esempio per promuovere posizioni
comuni sugli appalti pubblici e sulle concessioni.

{Adottata il 10 giugno 2009}

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