La FSESP condanna l’attacco della Commissione ai salari degli operatori sanitari

Croatian Trade Union Nurses and Medical Technicians Health action week October 2020

 

(Press release. Embargoed until 23:59 2nd December. 2020) La Commissione europea ha criticato le decisioni degli Stati membri di aumentare i salari degli operatori sanitari. Per la FSESP si tratta di un’ingerenza inaccettabile nelle politiche salariali dei sindacati e dei datori di lavoro.

Dai pareri della Commissione sui documenti programmatici di bilancio degli Stati membri quali Francia e Belgio emergono evidenti critiche agli aumenti salariali degli operatori sanitari che, secondo la Commissione, aggraverebbero il debito pubblico. In base all’analisi della Commissione, questi meritati aumenti ottenuti dopo anni di totale disinteresse non avrebbero dovuto verificarsi. O peggio ancora, i governi dovrebbero adottare provvedimenti per invertire questa tendenza e cercare di risparmiare, ad esempio chiudendo i servizi sanitari o riducendo il personale. Questo invia un messaggio del tutto sbagliato agli operatori del settore sanitario e assistenziale e agli altri lavoratori dei servizi pubblici che, spesso mettendo gravemente a rischio la propria salute e sicurezza, operano in prima linea sul fronte della pandemia. E mostra l’atteggiamento sprezzante dei falchi della Commissione europea. Gli stessi lavoratori che sono stati e sono tuttora applauditi, vengono oggi trattati con sdegnosa indifferenza.  

Questo segna il ritorno a misure coordinate di austerità. Politiche che hanno gravemente danneggiato i servizi pubblici e allontanato i cittadini dall’Unione europea.

Alla vigilia del Consiglio dei Ministri delle Finanze (1/12) e della Sanità (2/12) europei, il Segretario generale della FSESP Jan Willem Goudriaan ha dichiarato: “Questa pandemia ha mostrato fino a che punto le politiche coordinate di austerità dell’UE abbiano minato i sistemi pubblici della sanità e dell’assistenza in Europa. Il tentativo della Commissione di tornare a misure d’austerità è un vero e proprio affronto per tutti quei lavoratori che continuano a prendersi cura dei malati e di coloro che stanno morendo e per i lavoratori che faticano a sbarcare il lunario. Dove sono le critiche della Commissione sulla mancanza di politiche per la ridistribuzione della ricchezza? Da che parte sta la Commissione?”

Negli ultimi due anni sono stati indetti in tutta Europa oltre cento scioperi e manifestazioni dei lavoratori della salute e dell’assistenza. In Belgio e in Francia le loro azioni hanno portato ad aumenti salariali per una retribuzione dignitosa, ma la lotta non si ferma, in particolare in Francia dove gli operatori dei servizi assistenziali, per lo più donne con basse retribuzioni, continuano le loro campagne per ottenere migliori condizioni salariali e lavorative.

Il 18 novembre 2020, la Commissione ha pubblicato le Previsioni economiche d’autunno e i pareri sui documenti programmatici di bilancio 2021.

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