Quali sviluppi futuri per la direttiva sui servizi? La prospettiva della Federazione sindacale europea dei Servizi pubblici

(Bruxelles, 24 febbraio 2006) Dopo il voto del Parlamento europeo in sessione plenaria del 16 febbraio, i riflettori sono ora puntati sul Consiglio dei Ministri per la competitività (ossia i governi degli Stati membri) del 13 marzo. La FSESP considera l’esito della votazione in merito alla direttiva sui servizi un “risultato significativo”, in particolare per quanto riguarda i servizi socio-sanitari. Per garantire questi successi, la FSESP si è fortemente impegnata in attività di mobilitazione e pressione di grande visibilità. Occorre ora concentrarsi sull’esclusione totale e inequivocabile di tutti i servizi pubblici dall’ambito di applicazione della direttiva. Cosa significa questo in concreto? Gli oltre 200 sindacati del servizio pubblico affiliati alla FSESP sono invitati a contattare i rispettivi governi nazionali per chiedere un’esclusione chiara e inequivocabile dei servizi pubblici dalla direttiva. Due sono le principali aree di intervento:

La FSESP ha individuato i rischi tuttora esistenti nel testo della direttiva:

L’acqua, i rifiuti, il gas e l’elettricità (servizi di fatturazione, misurazione dei consumi, ecc.), l’istruzione e la cultura figurano tra i settori interessati dalla direttiva. Sebbene quest’ultima stabilisca che i governi nazionali possono organizzare i rispettivi servizi pubblici, nel testo si legge anche che ciò deve avvenire in conformità con il diritto comunitario. Ma a livello dell’UE non è previsto alcuno strumento giuridico che tuteli i servizi pubblici e tale frase si traduce pertanto in “i governi nazionali possono organizzare i rispettivi servizi pubblici in conformità con la direttiva sui servizi!”

La Commissione europea avrà il diritto di esaminare come i governi nazionali organizzano i propri servizi pubblici (clausola di autorizzazione). La sola domanda che verrà posta dalla Commissione sarà “il servizio pubblico in questione è conforme alle norme che regolano il mercato unico?” invece di “il servizio pubblico in questione offre un livello qualitativo ottimale?”.

La Commissione europea ha la facoltà di bloccare i nuovi regolamenti introdotti da un governo nazionale per tutelare la qualità e la prestazione di un servizio pubblico (clausola dei requisiti).

Il testo della direttiva chiede una semplificazione delle procedure amministrative. La FSESP teme che tale misura sia giustificata dal fatto che “procedure amministrative semplificate equivalgano ad una minore regolamentazione”. La FSESP è totalmente a favore di un migliore coordinamento dei sistemi amministrativi, sia tra gli Stati membri dell’Unione che all’interno di questi. Tuttavia, ciò non significa che regolamenti ben ponderati, a tutela delle norme qualitative, debbano essere considerati intrinsecamente sbagliati. La direttiva non specifica come raggiungere il giusto equilibrio tra procedure semplificate e garanzia delle norme di qualità.

Si aprono ora nuove opportunità e gli affiliati devono fare pressione sui governi nazionali per promuovere l’esclusione totale dei servizi pubblici (SIG e SIEG) prima che il Consiglio adotti la sua posizione comune e la Commissione presenti una versione riveduta della proposta. Questa battaglia a tutela della qualità dei servizi pubblici è tutt’altro che terminata ed i lavoratori del settore pubblico hanno ancora un ruolo fondamentale da svolgere a tale riguardo.

Servizi pubblici, la forza dell’Europa!

Prossime scadenze in merito alla Direttiva sui servizi

* 13 marzo - il Consiglio dei Ministri (Consiglio sulla competitività) dovrebbe formulare il proprio parere sugli emendamenti del Parlamento europeo
* Aprile - La Commissione europea proporrà una VERSIONE RIVEDUTA della direttiva
* 15-16 giugno - Consiglio europeo (Riunione al vertice - Presidenza austriaca)

Nota per la redazione: Il presente articolo può essere considerato un comunicato stampa o un editoriale della Segretaria generale della FSESP Carola Fischbach-Pyttel.

PR 24.02.06 - IT - 27 Kb
PR 24.02.06 - IT
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* Partecipazione della FSESP alla manifestazione organizzata dalla Confederazione europea dei sindacati (CES) il 14 febbraio a Strasburgo (fotographie)

* Prima analisi dei risultati del voto del Parlamento europeo in sessione plenaria (16 febbraio 2006) in relazione ai settori di intervento e alla richiesta di azione della FSESP - for our members only

European Federation of Public Service Unions
Representing 217 unions - 8 million public service workers